Perfil de ChiaraMi piaci quando taci per...FotosBlogListas Herramientas Ayuda
Era un po' di anni fa, era e non sarà più, era soltatnto che te la scrivevi tu.La prima pagina del libro d'oro.
 

Almeno credo.

Fatti per correre o per rallentare, c'è anche chi ha deciso di camminare al passo che gli pare. Credo nel rumore di chi sa tacere, che quando smetti di sperare inizi un pò a morire, credo al tuo amore e a quello che mi tiri fuori, o almeno credo. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Da adesso in poi ci proverò, a farti avere il meglio che ho, il peggio lo troverai da te.
La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto,scrivi tu la fine io sono pronto.Non voglio stare sulla soglia della nostra vita guardare che è finita,nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi,la strada che noi abbiamo fatto insieme, gettando sulla pietra il nostro seme,a ucciderci a ogni notte,dopo rabbia gocce di pioggia calde sulla sabbia amore, amore mio questa passione passata come fame ad un leone dopo che ha divorato la sua preda,ha abbandonato le ossa agli avvoltoi.Tu non ricordi ma eravamo noi, noi due abbracciati fermi nella pioggia mentre tutti correvano al riparo e il nostro amore è polvere da sparo,il tuono è solo un battito di cuore e il lampo illumina senza rumore e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto,ma scrivi tu la fine io sono pronto.
Che ne sai di un bambino che rubava e soltanto nel buio giocava e del sole che trafigge i solai che ne sai e di un mondo tutto chiuso in una via e di un cinema di periferia, che ne sai della nostra ferrovia che ne sai. Conosci me, la mia lealta' ,tu sai che oggi morirei per onesta', conosci me, il nome mio tu sola sai se e' vero o no che credo in Dio. Che ne sai tu di un campo di grano, poesia di un amore profano, la paura d'esser preso per mano, che ne sai, l'amore mio e' roccia ormai e sfida il tempo e sfida il vento e tu lo sai. Davanti a me c'e' un'altra vita, la nostra e' gia' finita e nuove notti e nuovi giorni. [...] Conosci me, quel che darei, perche' negli altri ritrovassi gli occhi miei, che ne sai di un ragazzo che ti amava, che parlava e niente sapeva eppure quel che diceva,chissa', perche' chissa' adesso e' verita'.
Ma i fiumi si attraversano e le vette si conquistano. Corri fino a sentir male con la gola secca sotto il sole. Mentre i sogni si dissolvono e gli inverni si accavallano,quanti spilli sulla pelle,dentro il petto,sulle spalle.E vivo fino a sentir male con la gola secca sotto il sole. Mentre il senso delle cose muta ed ogni sicurezza è ormai scaduta,appassisce lentamente la coscienza della gente. Che rumore fa la felicità?Che sapore ha, quando arriverà sopra i cieli grigi delle città che fingono di essere rifugio per le anime.
Vivere è un ricordo senza tempo,Vivere è un po' come perder tempo,Vivere è sorridere dei guai, così come non hai fatto mai, e poi pensare che domani sarà sempre meglio.Oggi non ho tempo,oggi voglio stare spenta.
28 julio

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"E adesso?Adesso ho tolto la spina della giostra.Adesso la mia voglia di tranquillità la sfogherò in breve e a breve mi mancherà tutto quel correre.Adesso me ne sto qui con la spina della giostra in mano.Ogni tanto la infilerò per poi staccarla di nuovo.Finchè qualcuno non cambierà la presa."

Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avessi vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ci ho pensato un po’ su,e...Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno e ascoltato di più.
Non avrei rinunciato a invitare a cena gli amici soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta.Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso. Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza. Non avrei mai preteso, in un giorno d’estate, che i finestrini della
macchina fossero alzati perché avevo appena fatto la messa in piega. Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L’avrei consumata io, a forza di accenderla.Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d’erba dei vestiti.Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita. Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito. Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro quasi che, mancando io dall’ufficio, il mondo si sarebbe fermato.Invece di non vedere l’ora che finissero i nove mesi della gravidanza, nei avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo.A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: “Su, su, basta. Và a lavarti che la cena è pronta”.Avrei detto più spesso: “Ti voglio bene” e meno spesso: “Mi dispiace ...“, ma soprattutto, potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto ... lo guarderei fino a vederlo veramente .. lo vivrei ... e non lo restituirei mai più.
(Erma Bombeckz) 
 

 
 
 
 
Mentre dorme la città.   
 
Quando le luci sopra le città si spengono solo su un foglio mi rispecchio mentre notti insonni coprono il mio paesaggio,sfoggio memorie e miei ricordi che su un foglio prendon forma,ora dipingono cose in me intrise cercando nel silenzio forze per aprire porte un tempo chiuse resta una fase e non una frase di circostanza che segna il mio cammino ricavandone l'essenza,usanza del mio ego,sostanza a cui dar sfogo,su un foglio spiego cosa mi porta a scrivere la forza per evadere dall'abitudine mi porta a scegliere e a luci spente brilla un obiettivo da raggiungere nel cielo splende la mia stella non sarà facile né irriducibile, perseguo nel mio viaggio senza rancore o odio scorgendo poi nel buio quella luce che mi farà star sveglia. A luci spente,soltanto con i miei occhi vedo l'evolversi di storie il disgregarsi di famiglie legate poi da un solo vincolo,pensieri nel silenzio della notte che poi invadono la mia storia,resta una scoria del mio paragrafo tra luci spente una abat-jour che illumina forse il mio stato ipnotico,prolifico,resto in incognito finché le luci del mio palcoscenico non brilleranno resto sveglia non prendo sonno pensando solo a ciò che voglio a luci spente,folgorato da un abbaglio con una penna e un foglio fa da tramite,tipo un messaggero in codice, porta consiglio e veglio sul mio futuro.Mentre dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà...
  
 
Ma le stelle...

Vi siete mai chiesti quante sono le stelle nel cielo? Ogni volta che il mio sguardo si posa su quell'enorme lenzuolo blu,tappezzato di macchioline brillanti,macchioline magiche perchè ogni volta che le guardo poi,poi mi vien voglia di sognare.Sognare,viaggiare con la mente,pensare a tutti i miei desideri,a tutto ciò che vorrei fare,a tutte quelle persone importanti che non vorrei mai perdere,a tutti quei momenti passati,che rimarrano nella mia mente,lucidi,indelebili,come appena accaduti.Ma si possono catturare le stelle?Perchè se così fosse me ne prenderei un bel mucchietto e le metterei sotto il mio cuscino,o in uno scrigno,per tirarle fuori ogni volta che ho ne voglia,ogni volta che ho bisogno di rinchiudermi nei miei sogni,in quei luoghi magici dove tutto,almeno lì,va come deve andare.Ma le stelle hanno una vita?Non possono essere solo dei frammenti di roccia,no perchè la roccia non ha il potere di portare tutti gli sguardi verso di sè,essa non fa sognare,non fa parlare di sè come un qualcosa di vertiginoso,di unico e prezioso.No,non possono esere solo roccia,c'è qualcosa di molto più magico in loro.Però preferisco non pormi questa domanda.E' bello come le stelle riescano ad essere così misteriose,senza però nascondere niente,proprio come me.             Pensieri Personali.

   PabloNeruda. 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

 

 

  

 

 
Che rumore fa la Felicità? Stai ferma,in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Ridiamo come le montagne non appena gli voltiamo le spalle, ogni volta che sono sicure che nessuno le veda. Come il mare che si ostinano a chiamare furioso mentre le tempeste non sono che i suoi sghignazzi. Come le nuvole che se piangono pioggia è solo per il gran ridere. Come il vento che non fa che sganasciarsi e soffia soltanto perché deve riposare il respiro. Ridiamo come il cielo che deve avere tutti i motivi per ridere di noi ma anche con noi. Ridiamo come non potranno mai fare gli animali che non sanno cosa si perdono. Ridiamo come solo i più fortunati riescono a fare. Ridiamo di cuore.
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Mi piaci quando taci perché sei come assente.

,,e poi certe volte mi chiedo se cerchi anche tu nel cielo la luna.