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July 28 »"E adesso?Adesso ho tolto la spina della giostra.Adesso la mia voglia di tranquillità la sfogherò in breve e a breve mi mancherà tutto quel correre.Adesso me ne sto qui con la spina della giostra in mano.Ogni tanto la infilerò per poi staccarla di nuovo.Finchè qualcuno non cambierà la presa."
Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere, avessi vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ci ho pensato un po’ su,e...Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno e ascoltato di più. Mentre dorme la città.
Quando le luci sopra le città si spengono solo su un foglio mi rispecchio mentre notti insonni coprono il mio paesaggio,sfoggio memorie e miei ricordi che su un foglio prendon forma,ora dipingono cose in me intrise cercando nel silenzio forze per aprire porte un tempo chiuse resta una fase e non una frase di circostanza che segna il mio cammino ricavandone l'essenza,usanza del mio ego,sostanza a cui dar sfogo,su un foglio spiego cosa mi porta a scrivere la forza per evadere dall'abitudine mi porta a scegliere e a luci spente brilla un obiettivo da raggiungere nel cielo splende la mia stella non sarà facile né irriducibile, perseguo nel mio viaggio senza rancore o odio scorgendo poi nel buio quella luce che mi farà star sveglia. A luci spente,soltanto con i miei occhi vedo l'evolversi di storie il disgregarsi di famiglie legate poi da un solo vincolo,pensieri nel silenzio della notte che poi invadono la mia storia,resta una scoria del mio paragrafo tra luci spente una abat-jour che illumina forse il mio stato ipnotico,prolifico,resto in incognito finché le luci del mio palcoscenico non brilleranno resto sveglia non prendo sonno pensando solo a ciò che voglio a luci spente,folgorato da un abbaglio con una penna e un foglio fa da tramite,tipo un messaggero in codice, porta consiglio e veglio sul mio futuro.Mentre dorme la città respirerò il silenzio e la mia stella mi guiderà... Ma le stelle...
Vi siete mai chiesti quante sono le stelle nel cielo? Ogni volta che il mio sguardo si posa su quell'enorme lenzuolo blu,tappezzato di macchioline brillanti,macchioline magiche perchè ogni volta che le guardo poi,poi mi vien voglia di sognare.Sognare,viaggiare con la mente,pensare a tutti i miei desideri,a tutto ciò che vorrei fare,a tutte quelle persone importanti che non vorrei mai perdere,a tutti quei momenti passati,che rimarrano nella mia mente,lucidi,indelebili,come appena accaduti.Ma si possono catturare le stelle?Perchè se così fosse me ne prenderei un bel mucchietto e le metterei sotto il mio cuscino,o in uno scrigno,per tirarle fuori ogni volta che ho ne voglia,ogni volta che ho bisogno di rinchiudermi nei miei sogni,in quei luoghi magici dove tutto,almeno lì,va come deve andare.Ma le stelle hanno una vita?Non possono essere solo dei frammenti di roccia,no perchè la roccia non ha il potere di portare tutti gli sguardi verso di sè,essa non fa sognare,non fa parlare di sè come un qualcosa di vertiginoso,di unico e prezioso.No,non possono esere solo roccia,c'è qualcosa di molto più magico in loro.Però preferisco non pormi questa domanda.E' bello come le stelle riescano ad essere così misteriose,senza però nascondere niente,proprio come me. Pensieri Personali. PabloNeruda. Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
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